POESIA SCRITTA COME SE FOSSE IL 1986

Lorenzo Vantaggiato

Aprile 2002

 

 

 

Mi sovviene d’un mondo entusiasmante

di quando ero bambino,

una famiglia d’orsi,

un eden di fiori, alberi ed erba

a nord da qualche parte.

Visioni

d’un giardino lontano

dove giocano gli orsi,

gli stessi di quel cartone animato

di quand’ero piccolo.

Visioni

d’aerei vuoti che saldano lenti

imperfette linee,

le stesse che coprirono sospiri

ed aneliti di inquieti animali.

Visioni

di primavere vissute e già perse,

tenero guscio di giochi e clamori

di bambino senza troppa pazienza.

Visioni ancora non spente, protese

su di un ponte-scia nel cielo sospeso,

traino d’un certo mediocre non-senso.

Traslandoci nel vento

dove procede se non ad Est

il mio carro di stelle,

qui disfattosi in brillante polvere

che tengo nel palmo e soffio via?

Quel guardino incantato mai davvero

esisté se non languido sorriso

nella mensa d’una scuola,

una paffuta ragazzina sola

in cerca di compagnia

per mangiare un panino.

O l’affetto di quel suo sguardo perso

d’amore e di rispetto

per un suo professore.

E sì è solo polvere brillante

che rimetto nel vento.

Tutto ormai tace

nell’attimo di pietra.

Solo nel sole

sparisce greve tumulto di follia:

su altere montagne nel New Hampshire

nero quell’alce si volge ad oriente.

 

 

Copyright 2002 by Lorenzo Vantaggiato

 

 

 


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