Lorenzo Vantaggiato
Aprile 2002
Mi sovviene d’un mondo entusiasmante
di quando ero bambino,
una famiglia d’orsi,
un eden di fiori, alberi ed erba
a nord da qualche parte.
Visioni
d’un giardino lontano
dove giocano gli orsi,
gli stessi di quel cartone animato
di quand’ero piccolo.
Visioni
d’aerei vuoti che saldano lenti
imperfette linee,
le stesse che coprirono sospiri
ed aneliti di inquieti animali.
Visioni
di primavere vissute e già perse,
tenero guscio di giochi e clamori
di bambino senza troppa pazienza.
Visioni ancora non spente, protese
su di un ponte-scia nel cielo sospeso,
traino d’un certo mediocre non-senso.
Traslandoci nel vento
dove procede se non ad Est
il mio carro di stelle,
qui disfattosi in brillante polvere
che tengo nel palmo e soffio via?
Quel guardino incantato mai davvero
esisté se non languido sorriso
nella mensa d’una scuola,
una paffuta ragazzina sola
in cerca di compagnia
per mangiare un panino.
O l’affetto di quel suo sguardo perso
d’amore e di rispetto
per un suo professore.
E sì è solo polvere brillante
che rimetto nel vento.
Tutto ormai tace
nell’attimo di pietra.
Solo nel sole
sparisce greve tumulto di follia:
su altere montagne nel New Hampshire
nero quell’alce si volge ad oriente.
Copyright 2002 by
Lorenzo Vantaggiato
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