CREMONA, IN QUALCHE PUNTO DELLA STRADA PAULLESE, 20/02/2005

Lorenzo Vantaggiato

 

 

 

E qualche volta

tra qualche stranita estate

ricorderemo le spiagge assolate

e le biciclettate

tra scrasce e muretti a secco,

quando tutto era una conquista

di dune di sabbia

e castelli incantati sulla rena,

giochi di palla

e storie di insoliti tipi di paese

al grido di guerra

d’un capitano nei secoli fedele,

mentre indietro c’era chi sapiente

preparava panini e merendine

per i soldatini al ritorno

da coraggiose missioni.

 

Saremo spettatori di un film

che non sa fermarsi alla scena finale

e sempre ricomincia

da quei tre bambini, quel pomeriggio

d’autunno di vent’anni fa.

 

Nel futuro, una poesia di lacrime

incisa

sola resta a cantare ninna nanna

per chi, mai cresciuto

ancora sogna dietro una finestra

nella pioggia e nella neve

di tornare a quella spiaggia

di magia

nel mese lento di conti e fatture

che non riesce a finire.

 

Ma il capitano stanco in un angolo

siede a fissare un punto senza fine,

e i rifornimenti stavolta

non arriveranno più.

 

Ed adesso che di quei soldatini

uno è caduto,

quei due bambini li vorrei portare

a spasso con me,

prenderli per mano e come un padre

guidarli nell’ennesima missione...

 

Ma questo muto film è lì che gira

al di là d’un sudicio vetro,

lento eppure allegro

e già tenace

nel rendere i nostri cuori

cimiteri di una sola croce.

 

Ed ogni santo Natale,

ogni santa Pasqua,

ogni afoso Ferragosto,

ogni inizio d’estate

la nostra sola missione sarà

di restare impassibili

davanti a quella croce,

la mano nel saluto

come fanno i veri soldati,

ed al capitano ed alla compagna

reggere il bastone di quella mesta

camminata

nel sole e nel pianto,

nella pietà e nella nebbia.

 

Ciao, compagno, so long.

 

 

 

 


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